giovedì 9 luglio 2026

Pietro Rainero - Acqui Terme (Alessandria) - Secondo classificato satira

 


SAGA  NORDICA

 

                                                                                               Det är förbjudet att hänga handdukar

                                                                                                                                     eller kläder på balkongräcket

 

                                                                                                                                     (E’ vietato appendere asciugamani

                                                                                                                                      o vestiti alla ringhiera del balcone)

 

Gli straordinari avvenimenti che sto per narrarvi, cari lettori, mi sono stati raccontati da un vecchio mio conoscente scandinavo, un tale Embla Skoll.

Non ho rinvenuto su libri o riviste storiche analoghe testimonianze di tali fatti, e quindi non posso escludere che la storia che leggerete sia puro frutto della fantasia di qualche abitante delle sterminate foreste nordiche.

 

Qualche centinaio di anni fa, chissà perché, tra i Normanni ed i Vichinghi si scatenò una violenta guerra. La contesa si protraeva ormai da vari lustri senza che nessuno dei due contendenti fosse riuscito nell’intento di conquistare zone di territorio nelle regioni controllate dal nemico.

I Normanni abitavano in quella che, grosso modo, possiamo identificare con l’odierna Svezia, mentre i Vichinghi tagliavano alberi e pascolavano renne nei luoghi che oggi vanno sotto il nome di Norvegia.

Come potete ben constatare, era il fiume Ginnungagap a svolgere il compito di confine naturale tra le due regioni, collegate solo da un ponte, collocato abbastanza a nord, quasi a sfiorare le terre dei Lapponi (scusate! Loro si offendono se li chiamate Lapponi: vogliono chiamarsi Sami).

Un bel giorno, stufi di quella guerra che si trascinava stancamente senza che nessun popolo prendesse il sopravvento, alcuni capi normanni, venuti a conoscenza di indiscrezioni e voci che davano per certo l’imminente arrivo nella settimana seguente di forti bufere di vento provenienti da sud-est, escogitarono un piano per sconfiggere i nemici.

Siete curiosi, vero? Di cosa si trattava? Beh… l’idea dei comandanti normanni era di, una volta superato il ponte sul fiume Ginnungagap, appiccare il fuoco ai primi alberi situati in territorio vichingo.

Senza ombra di dubbio, poi, i fortissimi venti diretti verso nord-ovest avrebbero alimentato le fiamme causando enormi incendi che a loro volta avrebbero provocato l’incenerimento dei grandi boschi e delle estese foreste che tappezzavano tutto il terreno dei nemici, costringendo questi ultimi, ma anche i loro animali, renne o alci che fossero, ad indietreggiare sempre più verso occidente, forse addirittura fin nelle vicinanze dei fiordi lambiti dal Mare del Nord.

Per gli odiati Vichinghi non ci sarebbe stato scampo!

L’idea sembrava ottima. Non fosse che per due questioni, neanche tanto piccole.

Innanzitutto bisognava assicurarsi che la tempesta fosse veramente in arrivo e spirasse davvero da sud-est e poi, e questo era veramente un bel problema, riuscire a neutralizzare i poteri di alcuni principi vichinghi, i figli del re.

Già, perché se il martello Mjöllnir, il martello del dio Thor capace di dominare il tuono, non era in possesso dei nemici che non sarebbero dunque riusciti a originare i temporali e quindi la pioggia nemica del fuoco, tuttavia i figli del re vichingo avevano la capacità di opporsi e contrastare le fiamme, con l’uso delle loro arti magiche.

Bisognava pertanto riuscire a mettere fuori gioco i principi vichinghi!

E i capi normanni, dopo una lunga riflessione, concepirono un disegno per raggiungere lo scopo. 

Ora, dovete sapere che a Rovaniemi, in Lapponia, pardon nella terra dei Sami, abitava un vecchio saggio il cui prestigio era noto in tutte le lande scandinave e che di nome faceva Ymir.

Abitava in una modesta casa, quasi una capanna, insieme a cinque tartarughe, due alci di nome Tanngnjostr e Tanngrisnir, ed una mucca, Yiliantila.

Se per Ymir era facile sfamare gli alci e le testuggini, che si nutrivano di erba, presente in gran quantità nelle foreste, la mucca aveva gusti un po’ più difficili.

Yiliantila infatti era ghiottissima di… sale.

Il suo padrone, che possedeva una sfera magica nella quale si poteva leggere il futuro, chiedeva dunque come compenso a chi lo interpellava uno o due sacchi di sale, in base all’importanza della previsione.

Un giorno alla porta di Ymir, vicino alla quale era appeso un cartello con la scritta Uscendo non dimenticate di lasciare il sale per Yiliantila, bussarono i coraggiosi capi dei Normanni, per un consulto.

Ymir li fece accomodare e domandò loro cosa volessero.

Uno di loro gli disse “Hugr” (che, nelle per quel tempo decisamente evolute lingue nordiche, significava Grande saggio, corre voce che nei prossimi giorni una terribile tempesta si abbatterà sulle nostre terre sospinta da violenti venti orientali. Ti chiediamo se davvero succederà tutto questo).

Il vecchio saggio nonché venerabile Ymir scrollò per bene la sua preziosa sfera e poi scrutò al suo interno.

Subito dopo rispose “Koma tillit freista ve allr me tall” (che voleva dire Sì).

Notando poi una espressione soddisfatta sul viso dei suoi interlocutori, aggiunse “Voenn?” (e cioè Ma perché lo volete sapere così tanto da esservi presi il disturbo di un lungo viaggio fino alla mia abitazione?).

Colui che gli aveva fatto la richiesta della previsione del tempo gli rispose prontamente “Skapgödr balkongräcket taka” spiegandogli per filo e per segno il piano segreto (traduco un po’ liberamente: Le forti bufere di vento provenienti da sud-est ci permetteranno di incendiare le foreste che ricoprono l’Asgard e lo Jötunheimr bruciando piante e arrostendo renne. Beninteso vieteremo alle nostre mogli di appendere panni alle grate dei balconi per evitare che i venti li trascinino via. Dovremo certo rendere innocuo il potere dei figli del re vichingo di spegnere il fuoco e opporsi alle fiamme, ma sappiamo già come fare).

“Ah!” rispose Ymir (letteralmente Ho capito perfettamente e in modo approfondito quello che tu mi hai appena detto).  

E prima che il vecchio, saggio e prestigioso Ymir potesse aggiungere “Hverr neinn surro undarligr gorr aer… (che vuol dire Ma…) i terribili capi normanni, dei quali solo uno aveva aperto bocca nella discussione, uscirono dalla casa del vecchio, neppure il più famoso tra gli abitanti di Rovaniemi (lo era e lo è ancora infatti Santa Claus) ed abbandonarono la città dimenticandosi perfino di lasciare il cibo per la mucca.

Tornarono sui loro passi nelle terre del Midgard e del Norland e si accinsero a mettere in atto i loro piani militari.

Come disinnescare i poteri dei principi nemici?

Ecco cosa fecero: pochi giorni prima dell’arrivo della bufera, con una fulminea incursione in territorio straniero, rapirono le tre figlie del re vichingo.

Questo sovrano, infatti, il vecchio re Pantoprazolo, sposato molti anni prima con la regina Cardioaspirina, aveva tre figlie femmine, Rinazina, Cibalgina e Tachipirina, e quattro figli maschi, Maalox, Deltacortene, Oki e Brufen

E le facoltà di riuscire a limitare l’avanzare del fuoco e del bruciore attraverso l’uso di arti magiche, già presenti in nuce nei genitori, furono ereditate dalla progenie. Ed in maniera davvero marcata dai quattro figli, i quali avevano palesemente manifestato queste proprietà di contrastare le fiamme, queste proprietà antiinfiammatorie, fin dalla più tenera età.

Un vero campione in questo era il terribile Brufen (solo a sentire il suo nome sale il terrore, vero?).

I furbi capi normanni, Torvast, Dicloreum, Lasix e gli altri, avevano dunque, come già detto, rapito le tre principesse, assai più facili da raggiungere e che avrebbero opposto meno resistenza, e poi avevano proposto ai vichinghi di scambiarle con i quattro figli del re.

Proposta subito accettata, ovviamente, e pertanto quando finalmente i forti e temibili venti iniziarono a sferzare le terre scandinave questi succitati capi normanni, dopo aver vietato di appendere asciugamani o panni alle ringhiere dei balconi, misero in atto la loro strategia: con i principi vichinghi chiusi nelle loro prigioni e resi inoffensivi, portarono a termine l’incursione oltre il ponte sul fiume Ginnungagap dando fuoco ai primi arbusti e alberi incontrati.

Il resto del lavoro sarebbe stato compiuto dalla terribile tempesta di vento in atto.

Però, trascorsi alcuni giorni, non furono le fiamme ad ingigantirsi, ma la loro delusione!

I boschi e le foreste che pullulavano per ogni dove nelle terre dell’Asgard e dello Jötunheimr con il loro numero infinito di abeti e betulle e le loro processioni di renne e alci (già, anche gli alci, i maschi, e le alci, le femmine)… tutti quei boschi e quelle foreste erano ancora lì, intatti.

I loro macchinosi disegni, le loro fini strategie… miseramente falliti!

Con la delusione dipinta sui volti, i nostri capi dei popoli normanni si recarono allora nuovamente in quel di Rovaniemi, presso Ymir, le sue tartarughe, i suoi due alci e la sua mucca.

Alla loro vista il saggio Ymir domandò: “Beh?” (che, in finlandese antico, vuol dire Come mai siete nuovamente venuti fin qui a rendere visita alla mia modesta capanna? In cosa posso esservi di nuovo utile? E come è andata la guerra?).

Allora Torvast, il fiero guerriero dallo sguardo che incuteva timore e il cui animo nulla temeva, gli disse “Vinr Alör?” (cioè Grande saggio, nonostante l’aiuto dei violenti venti i nostri piani sono completamenti falliti e non riusciamo assolutamente a capacitarci di ciò. Ti chiediamo pertanto di darci delucidazioni in proposito. Allora, perché è successo tutto questo?)

Ymir li guardò, uno ad uno, e subito dopo, con voce che tradiva la compassione che provava per loro, accontentò la richiesta di Torvast rispondendo: “Torvast jä ne ve idiot snorr!” (vale a dire Io ho cercato di avvertirvi, Torvast, l’altra volta, ma voi eravate già usciti. Se siete imbecilli, non sarà colpa vostra ma non è neppure colpa mia: dovevate proprio cercare di incendiare gli alberi in questa stagione, l’inverno, quando le piante sono tutte ricoperte di neve? Ah, ricordatevi di lasciare un sacco di sale per Yiliantila, uscendo. Devo pur darle da mangiare!).

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