Verdetto “Parole ed Immagini 2026 – XXXV Edizione
Scritti
La giuria della
XXXIV edizione del “Concorso Parole ed
Immagini”, per quanto riguarda gli “scritti”, formata da Cecilia Baudino, Giorgio
Casiraghi, Elisa Dani e Rosanna Marro, riunitasi nella sede del Circolo di
Mellana, la mattina di sabato 30 maggio,
ha fatto avere il suo giudizio.
Poesia e prosa giovane
Ringraziano Silvano
Giordanengo di Roccasparvera (Cuneo), unico partecipante,
Poesia a tema libero
«Come giuria abbiamo premiato tre poesie
davvero “alte” nel senso poetico del termine e non solo. Tre liriche che
attraverso l’abilità di scrittura e la nobiltà d’animo dei compositori,
raccontano tre storie che parlano a noi, al mondo di oggi. Tre storie che in
qualche modo ci interpellano. Ci fanno pensare. Pensare è fondamentale. Diceva
Carl Jung: “Pensare è
molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede
tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere
continuamente giudizi.” E
questi tre scrittori sono poeti. Attraverso queste liriche si respira l’altezza
del pensiero “nobile”».
1° “Andrìa” (“Andrea”)
di Stefano Baldinu, San Pietro in Casale (Bologna)
- La metafora di un volo. Per raccontare Andrea. Il suo cielo. Costruito per vivere. La lirica ce lo dipinge bene, Andrea. Come se fosse lì. Accanto a noi. Gli “Andrea del mondo” che forse qualcuno di noi ha già incontrato sulla sua strada. Oppure ognuno di noi ha dentro la sua presenza ogni volta che cerca una via di uscita, ogni volta che si smarrisce. Ogni volta. L’autore trasforma in poesia le solitudini di ognuno, perso nei propri salvifici voli.
2° “Palestina
– La collina di Daud” di Daniela Antonello, Padova
- La lirica con
quell’incipit ripetuto all’infinito come un mantra _”Sono salita sulla collina
di Jebel” ci trasporta in quei luoghi che conosciamo bene attraverso i media, i
giornali e che subito ci riportano la mente alle guerre di questo nostro mondo.
L’autrice però, con una scrittura “leggera”, sciolta, ritmata proprio da
quell’incipit, in modo per nulla scontato, ci accompagna dentro una storia.
Dentro una piccola vita. Quella di DAUD. E la poesia che accenna ad un incontro
personale si apre all’anima di chiunque ascolti, e li rimane. In profondità. A
solcare un cuore. Questo può fare la scrittura poetica quando la si sa usare:
ci fa immaginare e ci tocca l’anima.
3° “Il coraggio” di, Stefano
Baldinu, San Pietro in Casale (Bologna)
- Le parole di questa lirica ci coinvolgono
immediatamente e noi viaggiamo con l’autore/autrice ad immaginare Emanuela
nella sua terra, respirandone i profumi, il calore, i colori, per poi
accompagnarla ed immedesimarci nella sua tragedia, e non solo sua. Immagini
evocative precise e corpose in cui addentrarsi come nella macchia mediterranea
con tutti i sensi. Parole che accompagnano tutti i nostri sensi ad essere li.
Con Emanuela e con la nostra coscienza. A cui questa lirica, sicuramente,
parla.
Segnalate
“Ra fontanela” (“La
fontanella”) di Domenico Bisio, Fresonara (Alessandria)
- Cich Ciach. Cricc cracc. Puschh, pischh. Suono
onomatopeico che ti risuona nelle orecchie mentre leggi e lo senti in sottofondo
anche quando le parole che si susseguono, sono altre. E vorresti farci un giro
a Fresonara per abbeverarti anche tu a quella fonte. Un linguaggio semplice.
Diretto. A tratti ironico e sanguigno. Con citazioni colte. Un descrizione
davvero originale che sottintende dimestichezza e padronanza del linguaggio
lirico.
“Solitudini parallele” di
Ntrita Rossi, Peveragno (Cuneo)
- La scelta della menzione a questa lirica va alla descrizione di una relazione in cui tutti noi potremmo identificarci a tratti. Una complessità descritta con scioltezza di versi e profondità al tempo stesso. Otto strofe che raccontano una vita a due senza renderla banale. Anzi. Restituendole verità. Corpo ed emozione. Solitudini parallele: la vita di tutti.
Premio Speciale a Maria Teresa Cantamessa,
Ivrea
“Nuanse
dl’ànima” (“Colori (tonalità) dell’anima”)
-La vita guardata nella metafora del vestito e dei colori, con dolcezza, in un bel piemontese che non perde in traduzione italiana . Come deve essere, si conclude non, come sarebbe facile, in tristezza, malinconia e rimpianto, ma nel verde della speranza sempre viva...
Prosa a tema libero
1° “L’ombra della promessa” di Cristina Vignotto, Margarita (Cuneo)
- L’ombra della promessa è un lungo monologo pronunciato
da un’entità misteriosa che abita un santuario, voce che si presenta come
qualcosa di antico e invisibile, non una persona ma una presenza che esiste tra
le pietre, le cripte, il bosco e la memoria collettiva. Il custode silenzioso è
presenza destinata a vigilare affinché il varco tra il mondo materiale e spirituale
rimanga aperto. Lo stile è uno degli aspetti più forti del testo con un
linguaggio molto evocativo e il frequente ricorso a metafore è davvero efficace
e riesce a costruire un senso di mistero costante.
Prosa a tema libero
1° “L’ombra della promessa” di Cristina Vignotto, Margarita (Cuneo)
- L’ombra della promessa è un lungo monologo pronunciato
da un’entità misteriosa che abita un santuario, voce che si presenta come
qualcosa di antico e invisibile, non una persona ma una presenza che esiste tra
le pietre, le cripte, il bosco e la memoria collettiva. Il custode silenzioso è
presenza destinata a vigilare affinché il varco tra il mondo materiale e spirituale
rimanga aperto. Lo stile è uno degli aspetti più forti del testo con un
linguaggio molto evocativo e il frequente ricorso a metafore è davvero efficace
e riesce a costruire un senso di mistero costante.
2°
“Da n’autra part” (“Altrove”) di Luigi
Lorenzo Vaira, Sommariva del Bosco (Cuneo)
- E’ un brano dal tono molto fiabesco e
malinconico, con un messaggio positivo sulla capacità di una persona di
trasformare una comunità attraverso l’affetto e il senso di appartenenza. L’uso
di un piemontese accurato conferisce al racconto autenticità e dignità letteraria.
3° “Un lupo di mare in
taverna” di Mariacristina Neri, Villaverucchio (Rimini)
- “Un lupo di mare in taverna” Il brano unisce il
fascino dell’avventura marinaresca alla celebrazione della cultura greca e un
rispetto verso il mondo naturale. Lo stile è scorrevole e la successione degli
eventi rende la lettura interessante e avvincente.
Segnalati
“Lo sguardo da lontano” di
Elisa Marchinetti, Noceto (Parma)
- “Lo sguardo da lontano” E’ un racconto memoriale in prima persona che intreccia
l’elaborazione del lutto con una rievocazione dell’infanzia, una meditazione e
comprensione tardiva delle persone amate. Attraverso un ricco tessuto di
ricordi sensoriali, trasforma una figura apparentemente aspra in un Personaggio
umano e sfaccettato mostrando come la memoria possa correggere e approfondire
lo sguardo con cui osserviamo il passato.
“Le verità nascoste” di Patrizia
Birtolo, Giussano (Monza Brianza)
- Il brano
racconta la ricerca delle proprie origini e il modo in cui la verità può
emergere anche dopo tanto tempo di silenzio. La scoperta non porta il
protagonista alla vendetta o al risentimento ma a una comprensione più profonda
del padre. Il testo è ben scritto, maturo e coinvolgente con buona capacità di
unire racconto intimo e suspence narrativa.
Satira e goliardia
1° “Art. 21 ed nòstra Costitussion” (“Art. 21 della nostra Costituzione”) di Luigi Lorenzo Vaira, Sommariva del Bosco (Cuneo)
- . Nel testo si percepiscono diversi elementi che possono essere letti come satira politica e sociale. C’è critica su censura, ruolo dei mezzi di informazione, potere politico, ipocrisia tra principi costituzionali e la loro applicazione concreta.
2° “Saga Nordica” di Pietro Rainero, Acqui Terme (Alessandria)
- “Saga nordica” Satira umoristica basata sul contrasto tra epica nordica e banalità contemporanea. Chi legge si aspetta nomi solenni e nordici ma trova prodotti di farmacia. Una parodia mitologica con elementi di sagra leggera, ironia narrativa e comicità assurda.
Sezione “Parole ed
Immagini
Visionata anche dalla Giuria
fotografica, la sezione di “Abbinamento Parole ed Immagini”, ha visto definire
il verdetto, nei locali del Circolo di Mellana, con opere valutate da tutti.
1°
“Alla stazione”, “Cardo
solitario” e “Metropolis” di Pierluigi Fornasier, Padova
-Le tre opere presentate, anche
nella loro veste grafica, ben rispondono allo spirito della “sezione simbolo”
del Concorso, fondendo i discorsi di parole ed immagini, in contenuti delicati,
poetici, e di analisi sociale ed esistenziale.
Dalle riflessione sui viaggiatori alla stazione (col viaggio metafora di
vita umana), si passa al contemplare la bellezza, ma anche la forza, la
“resilienza”, del cardo, sin ad arrivare
alle oppressiva architetture umane, che paion arrivare sin a toccare, “chiudere”,
il cielo...
2°
“Banania” ed “È tempo di
ammirar in ogni banal beltà” di Duilio Carpitella, Roma
- Colpisce in questi due lavori la creatività grafica, i colori, l’ironia, quanto
l’evidente contenuto di critica sociale e politica nascosta dietro un apparente
“voglia di giocare e scherzare”, analizzata da dettagliata “sinossi congiunta”...
L’omaggio è alla sezione ed al Concorso “Parole ed Immagini”, attraverso una
pubblicità dal sapore antico, pur sempre attuale, “coloniale” (e post
coloniale), parlando di “dimagrimento tombale”, o lasciando la parola ad un
“Partecipante Nullafacente Anonimo”...
3°
“Con i piedi per aria” di Manuela Bracco, Borgo San
Dalmazzo (Cuneo)
-Una bella inquadratura “di
metropolitana”, con ritratto in primo piano, si abbina si abbina a bella ad
elegante, musicale e scorrevole, poesia di riflessione esistenziale, sulla vita
che scorre e le persone che si incontrano, i “passanti”, lungo il “viaggio”...
Segnalazione ad Anna Grosso, Peveragno (Cuneo)
“Sotto la polvere del tempo”
-I
ricordi dell’infanzia, dolci, parlano anche attraverso le immagini di allora,
che tengono viva la memoria...
Premio speciale a
Alfonso, Livio, Giuseppe
“Beppe” Quaranta e Gianpiero
(Progetto di arte terapia
sulle varie tecniche pittoriche a cura di Rosanna Pellegrino – Comunità
Alloggio Corborant e Ischiaton di Boves)
-I lavori presentati, di grande espressività, delicatezza, dimostrano
l’importanza di arte e cultura per la crescita umana, il raggiungimento ed il
recupero di un equilibrio esistenziale, l’integrazione o la reintegrazione
sociale...
Fotografie
La
giuria della XXXV edizione del
“Concorso Parole ed Immagini”, per quanto riguarda le “fotografie”, formata da
Grazia Bertano, Cristiano Cerato e Massimo Macagno, si è riunita, la sera del 28 maggio, nella sede del Circolo
organizzatore, ed ha espresso il seguente verdetto.
1 - “Street photography”, “Fotografie dalla strada”
1° “Facciamo due conti” di Lelio Giraudo, Boves (Cuneo)
- Originalità con effetto “mosso”, che crea suggestione e
concentra l’attenzione sul soggetto, seduto ad un tavolino di bar, fuori del
tempo, immerso nei suoi pensieri...
2° “In agguato” di Roberto Pellegrino, Cuneo
- Opera semplice, colorata e vivace, con ironica immagine
del “venditore”...
3° “Contrasti urbani” di Lelio Giraudo, Boves (Cuneo)
- Ottima fotografia “street” di “contrasto”, come
sottolinea il titolo...
Segnalata “Andare
di fretta” di Sandra Ceccarelli, Firenze
-Fotografia originale, evocativa, capace di cogliere il
momento e l’inquadratura.
Segnalata
“Trasparenze urbane”di Roberto Pellegrino, Cuneo
-Bel “momento rubato”, visto da vetrata, ben incorniciato
e sottolineato dall’ombra e dal riflesso, con dialogo tra i soggetti...
Segnalata “Street
on fire”di Roberto Pellegrino, Cuneo
-Una “street” dal taglio giornalistico, cronachistico, ad
evocare sommosse e povertà, tanto attuali, che potrebbe trovare collocazioni in
vari luoghi del mondo, nelle immense periferie degradate...
2 -
“Anima e corpo”
1° “Angela” di Renato Piazzini, Firenze
-Immagine che sintetizza bene, nella divisione, l’unione
di corpo ed anima...
3
- “Storytelling”, “Una storia
in quattro fotografie”
1° “Un fil d vento” di Renato Piazzini,
Firenze
-L’opera risponde, con poesia e delicatezza, al tema,
attraverso un piccolo racconto di vita, lasciando libertà di creare ed interpretare,
“capitolo aperto”... Si può immaginare un mondo velato dalle tendine...
Segnalazione a “Gente di mare” di Pier
Renzo Lingua, Cuneo
-Il
bel racconto è espresso in tre fotografie, con una quarta (la 2 o la 3) che
tende a ripetere... Tutte e quattro le immagini sono, comunque, con ottima post
produzione, accuratezza, studiate inquadrature, tocco personale, forza, in
delizioso bianco e nero...
Segnalazione ad
“Aranceri” di Angelo Gabelli, Castellazzo Bormida
(Alessandria)
- La
storia è sintetizzata completamente nella fotografia 4, di cui le altre paiono
solo contorno, superflue. È un bel racconto in una sola immagine...
4- “Arte dimenticata”
1° “Il liutaio” ed “Il tombolo” di Paolo
Ferretti, Fornacette di Pisa
- Artigianato
con tratti da vera “arte” che va sparendo, ormai protagonista soprattutto di
“rievocazioni”, rappresentato con due ottimi ritratti. Azzeccata la scelta di
mestieri eredi di arte antica, liuteria e ricamo...
5 - “Tema
libero”
1° “Duo” di Renato Piazzini, Firenze
-Grande
immagine, bilanciata, bellissimo ritratto. La “forza” vera sono l’espressione
della modella, il rosso del suo vestito, che ti avvolgono. La dolcezza
dell’immagine, che prima ti colpisce, delicata, si perde nel riflesso, sembra
evocare durezze caratteriali... Azzeccato è il contrasto sul campo verde.
Anche miglior
foto dell’edizione
2° “Ectoplasma” di Roberto Pellegrino, Cuneo
-Nonostante
gli elementi inanimati, evoca uno stato d’animo, giocando molto bene sulle
luci. È fotografia a colori, ma quasi monocolore.
3° ex aequo “Il
gigante” di Alice Daddi, Genova
-Bella
composizione, simpatica, realizzata con naturalezza ed ironia.
3° ex aequo “Mah...
Boh...” di Sandra Ceccarelli, Firenze
-Tre scatti,
bei ritratti, uniti dalla grande ironia, con bella composizione...
Segnalazione a “Architettura e luce” di Nicola Daddi,
Genova
- Gradevole immagine di architettura che, solo, forse,
potrebbe essere migliorata come luce...
Segnalazione a “Si accomodi” di Roberto Pellegrino,
Cuneo
-Bella composizione, con deliziosa sedia azzurra,
soggetto principale. Ottima è la composizione di tutti i restanti elementi.
Dalla confusione, dal caos, nasce un grande equilibrio di immagine.
Segnalazione a “La Serenissima 3” di Mario
Aliprandi , Olgiate (Lecco)
-Composizione
perfetta, “da manuale”, tra riflessi, prospettiva, ombra e “duetto” tra i
piccioni...
Segnalazione a “Ombre schiuse al cuore” di Manuela Bracco, Borgo San Dalmazzo (Cuneo)
-Bella
fotografia artistica, con giochi di luci ed ombre... Sempre funziona la
“pennellata rossa” centrale, da “inquietudini di film noir”...
Premio
speciale
Michele Siciliano, Boves
-L’autore
offre una ottima carrellata di bellissimi immagini, vero campionario della sua
produzione, ritratti di persone ed animali, frutto di una attenta osservazione
del mondo, di tanta cura nella realizzazione e nella lavorazione, attenta ad
ogni dettaglio, della ricerca di vera eccellenza, “perfezione”, fotografica...
Mellana di Boves, 20 giugno 2026
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