martedì 30 giugno 2026

La collina di Daud - poesia seconda classificata - di Daniela Antonello, Padova

 LA COLLINA DI DAUD

 

Sono salita sulla Collina di Jebel,
e oltre le macerie della strada,
m’ha accolto il dolce profumo
dei neri fichi maturi
e dell’uva impolverata.

Sono salita sulla Collina di Jebel,
con passi rapidi
sui cespugli spinosi e giallastri,
bruciati dal sole,
verso Daud Cuor-coraggioso,
e con com-passione
accoglierlo in me.

Sono salita sulla Collina di Jebel,
senza vuote verità
o soluzioni pronte tra le mani,
solo mute parole,
profondi silenzi
di urla prigioniere.

Sono salita sulla Collina di Jebel,
ho bevuto le tue parole di PACE
Daud, figlio di terra ingrata,
abbandonata, dimenticata,
violata...

Le ho chiuse ben strette
nello zainetto dell’anima mia,
per non perderne alcuna
lungo l’accidentata via,
e portarle laddove
chi guarda non vede,
chi sente non ascolta,
e l’erba dell’accidia infesta tutto.

Sono salita sulla Collina di Jebel,
e in tutte le colline di Jebel del mondo,
perché qualcuno di buona volontà
solchi le dure zolle
e le semini là intorno,
per farle germogliare!

            

 

Daniela Antonello

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