Il coraggio
(in memoria di Emanuela Loi, agente della scorta del giudice Paolo Borsellino,
uccisa dalla mafia nella strage di Via D’Amelio il 19 luglio 1992)
Chissà, Emanuela, se te lo immagini il mare
raccolta in un ricamo di asfodeli
tessuti da un dio paziente lungo gli orli della tua terra
e se ancora il tuo sorriso ha il blu acceso delle estati
quando fanno il contro canto
ai sibili lamentosi del Maestrale fra le sughere
e le rade nuvole rubano le ali ai corvi
graffiandosi fra le braccia dei fichi d’india.
Sai, qui, le ore sono nuche di girasoli
indolenti e compassionevoli affacciate
sulla litoranea irregolare delle case,
echi d’un vociare scalmanato fra la santità e le strade
a rimbombare negli androni di una Conca d’Oro.
Tutto per te è rimasto congelato ad un pomeriggio di luglio
quando si fece buio su tutta Palermo
e Via D’Amelio era fuoco di grida, macerie di corpi liquefatti sull’asfalto
e brandelli di finestre senza più voci né respiri.
Chissà, allora, quando la morte ti vinse
se avesti il tempo di coniugarti al futuro
prima che tutti i sogni si frantumassero in coriandoli di silenzi.
Così, quando i pensieri si fanno passi e i dubbi, nel cuore, afasie
ritorno a cercarti dentro quella carezza d’aria che solletica le ombre
e le cicatrici di questo angolo di città rinato dalle proprie ceneri
gonfiando i polmoni di questo olivo
di una manciata di frammenti di carta
per trovare nelle parole che non so pronunciare
la forza di imitare il tuo coraggio,
imparare, come i polpastrelli della pioggia
quando battono insistenti i davanzali,
a non avere paura di non rimanere in silenzio.
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